Il centro storico, che nel complesso conserva bene il suo tessuto urbanistico, è caratterizzato da strade tortuose, a tratti gradinate, e raggruppato attorno alla chiesa di S. Nicola, ben documentata a partire dagli inizi del XVII secolo, ma sicuramente più antica.

Di particolare rilievo è Palazzo De Dominicis-Ricci, che ha rivestito un ruolo importante fino al suo massimo esponente, Teodosio De Dominicis, uno degli animatori dei moti cilentani antiborbonici del 1828, motivo per il quale fu condannato a morte. Il palazzo, che nei decenni finali del XIX secolo fu acquisito dalla famiglia Ricci. Nel suo assetto attuale è il risultato di diversi interventi, a partire forse dal XV secolo: agli inizi del XIX secolo giunse a compimento il progetto costruttivo che diede all’edificio l’aspetto attuale. Un portale in pietra dà accesso ad un androne e quindi ad un cortile sul quale prospetta un loggiato che caratterizza entrambi i piani. Gli ambienti a piano terra, un tempo le scuderie, sono coperti da volte a botte. Dichiarato di interesse storico nel 1995, è stato acquistato dal comune di Ascea nel 2006,  sottoposto a restauro e destinato ad ospitare mostre ed eventi culturali.

Il secondo piano del palazzo è occupato da una mostra permanente, inaugurata nel 2017, dal titolo Velia, una città tra Essere e Ben-Essere, che si pone come scopo quello di illustrare due aspetti della storia e della cultura dell’antica città: la filosofia e la medicina.

La mostra, tramite videoproiezioni narrate, immagini ricostruttive e reperti archeologici, racconta la storia di Velia, città dove nacquero e vissero i filosofi Parmenide e Zenone, protagonisti della locale scuola di filosofia. Alla tradizione filosofica eleatica era collegata anche una scuola di medicina che, insieme all’amenità del paesaggio, al clima ed alle terme, costituiva una grande attrattiva anche per importanti personaggi della società di Roma che venivano a soggiornare a Velia, come ad esempio Cicerone. L’esposizione, quindi, mira ad illustrare gli aspetti della scuola filosofica e della scuola medica, insieme ai complessi termali ed alle residenze di lusso che caratterizzavano la città in età romana.

Gli spazi suggestivi del sottotetto ospitano invece una sezione dedicata al paesaggio vegetale ed alle produzioni agricole che, fin dall’antichità hanno caratterizzato, il territorio del Cilento: olio, vino, cereali, fichi, miele, alla base, tra l’altro della dieta mediterranea.

Palazzo De Dominicis-Ricci è anche sede dell’Archivio delle culture Mediterranee che ogni anno organizza il Mediterraneo Video Festival

Ai piedi della collina di Ascea si è sviluppato, nei pressi della stazione FFSS, il moderno abitato di Marina, che, da piccolo villaggio di pescatori, si è trasformato, nella seconda metà del XX secolo, in località meta di turismo balneare. L’originario villaggio di pescatori è ancor ben riconoscibile, nel suo tessuto urbanistico, nella parte dell’abitato proprio ai piedi della collina.

Nei pressi della Stazione FFSS sorge Palazzo Alario, un tempo di proprietà di una delle importanti famiglie che possedevano ampi terreni della pianura di Velia e che vi avevano fatto costruire loro residenze. Il palazzo, risalente alla fine del XVIII secolo, restaurato nei decenni scorsi, è oggi sede della Fondazione Alario per Elea-Velia, attiva dal 1997, con lo scopo di promozione e organizzazione culturale, costituita nel 1986 per volere di Gaetana Alario, ultima discendente del casato. I lavori di restauro del palazzo e la realizzazione di un complesso polifunzionale, affidati all’architetto Paolo Portoghesi e all’ing. Vittorio Gigliotti, sono terminati nel 1999. Il complesso polifunzionale comprende il Cine-Teatro-auditorium ‘Parmenide’, il Teatro all’aperto ‘Zenone’, il Piazzale monumentale con il Portico ‘La Passeggiata dei Filosofi’ e la Foresteria ‘Il Ritrovo di Parmenide’. Il giardino con frutteti ospita due opere dello scultore contemporaneo Vincenzo Cerino: la statua bronzea di Parmenide e la Fontana delle Cinque Sorelle, in riferimento alle cinque dighe (Nocellito, Carmine, Alento, San Giovanni e Fabbrica) realizzate sul territorio dal Consorzio Irriguo di Vallo della Lucania e dal Consorzio Velia per la bonifica del bacino del Fiume Alento.

Da qualche anno la Fondazione ospita anche il festival VeliaTeatro negli spazi dell’Auditorium Parmenide e del Teatro all’aperto Zenone.

All’estremità sud del lungo litorale di Ascea, che si estende dalla foce dell’Alento a Punta del Telegrafo, presso la Scogliera, si trova un suggestivo percorso trekking denominato Sentiero degli Innamorati, che si estende per circa 2 km, con un dislivello di 140 m., caratterizzato da passerelle per accedere alle spiagge, per tutelare la flora dunale, da una pista ciclabile e da piattaforme in legno. Il percorso, immerso nella macchia mediterranea caratteristica del Cilento, offre la possibilità di ammirare un panorama eccezionale su tutto il golfo, soprattutto da Torre del Telegrafo, una delle tanti torri di vedetta costiera facenti parte del sistema di difesa delle coste del Regno di Napoli messo a punto nel XVI secolo per la difesa dalle incursioni dei corsari barbareschi.

Il comune di Ascea offre la rara possibilità di poter visitare un territorio che comprende un’area prevalentemente marittima ma anche una zona di alta collina, con tre piccoli centri abitati – Terradura (350 m slm), Mandia (510 m slm) e Catona (590 m slm) – immersi nel verde di uliveti e castagneti. Tutti di origine medievale, compresi nella baronia di Castellammare della Bruca, conservano centri storici suggestivi e caratteristici. Sulla vetta del monte del Carmine, sulle cui pendici si trova Catona, a 713 m slm, in una straordinaria posizione panoramica verso la costa e verso l’interno, sorge il santuario della Madonna del Carmine, uno dei santuari mariani del Cilento, facente parti del sistema delle “sette madonne sorelle”.

Ascea: Centro storico
Ascea: Palazzo Ricci. Prospetto lato strada
Ascea: Palazzo Ricci. Portale d’ingresso
Ascea: Palazzo Ricci. Prospetto lato giardino
Ascea: Palazzo Ricci. Cortile
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Palazzo Ricci. Mostra permanente “Velia, una città tra Essere e BenEssere”
Ascea: Fondazione Alario. Palazzo Alario.
Ascea: Fondazione Alario. Piazzale con Auditorium e Porticato
Ascea: Fondazione Alario. Statua di Parmenide
Ascea: Fondazione Alario. Fontana delle sette sorelle.
Ascea: Veduta delle costa con Punta del Telegrafo
Ascea: Sentiero degli innamorati
Ascea: Sentiero degli innamorati
Mandia: Panoramica.
Catona: Panoramica
Catona: Santuario della Madonna del Carmine
Catona: Santuario della Madonna del Carmine