Ascea, come le sue frazioni Mandia, Catona e Terradura, faceva parte della baronia di Castellammare della Bruca, il centro abitato che nel Medioevo si era sviluppato sull’acropoli dell’antica Elea-Velia, ricordato nei documenti a partire dal XII secolo. Ne furono feudatarie diverse famiglie, tra le quali i Sanseverino che nel 1447 donarono il feudo alla casa dell’Annunziata di Napoli che lo tenne fino al 1702, quando passò ai Caracciolo e poi ai Maresca che lo mantennero fino all’abolizione della feudalità. In seguito allo spopolamento di Castellammare della Bruca, dopo la peste del 1656, il centro di riferimento della baronia divenne Ascea, che già nel secolo precedente contava un maggior numero di abitanti.

Il nome Ascea compare per la prima volta in documenti del XIII secolo, a proposito di una delle torri, detta de la Scea (forse attuale torre del telegrafo). L’origine del toponimo, più che al greco a-skia (senza ombra) è forse da mettere in relazione con Isacia / Iscia, uno degli isolotti che secondo Plinio il Vecchio si trovavano di fronte alla costa di Velia.

Ascea è ubicata su una collina (293 m slm) in bella posizione panoramiche sulla costa, ricoperta di uliveti secolari. Ai piedi della collina, presso il mare, si è sviluppata la frazione di Marina. Nel territorio del Comune di Ascea rientra il Parco Archeologico dedicato all’antica città greco-romana di Elea- Velia e le frazioni di Mandia, Catona e Terradura.

Ascea: Panoramica
Ascea Marina: Panoramica