La più importante evidenza archeologica del territorio di Perdifumo è costituta dai resti di una struttura di fortificazione, una torre, databile al IV secolo a.C. ubicata a Punta della Carpinina (688 m s.l.m.), una propaggine del Monte della Stella. Si tratta di un punto caratterizzato da un’ampia visibilità e, quindi, postazione strategica per il controllo del territorio e dei percorsi viari.  In questo punto, da cui si gode di una vista assai favorevole verso la piana di Paestum e di un tratto della costa, sono stati rinvenuti due tratti murari, realizzati in blocchi squadrati di arenaria, dei quali rimane un solo un filare. La struttura, infatti, è stata smontata e rasata fino alle fondazioni dagli sbancamenti effettuati nel 1970 per l’apertura di una strada e per l’impianto del ripetitore RAI. Le ricerche hanno consentito di stabilire che si tratta dei resti di una torre a pianta quadrata di 7,82 m per lato, uno dei quali si apre la porta di accesso. Per la sua collocazione topografica, che consente il controllo della costa a ridosso di Punta Licosa e, quindi, gli approdi e gli accessi al territorio, è stata messa in relazione con un sistema di fortificazioni poste a protezione del territorio di Velia. Secondo un’altra ipotesi, invece, la torre, la cui costruzione non sarebbe mai stata completata, rientrerebbe in un sistema messo a punto dai Lucani di Paestum per il controllo dei punti di approdo e dei percorsi viari compresi fra Paestum e la costiera cilentana fino a Ogliastro Marina.

Ad un ambito cronologico molto più recente, invece, risalgono i resti di un importante monastero dedicato all’Arcangelo Michele, che riveste un notevole interesse per le fasi medievale e moderna della storia di Perdifumo. I resti sono ubicati a sud-ovest rispetto all’abitato di Perdifumo, su un terrazzo proteso a nord-ovest ad una quota di 528 m s.l.m., protetto alle spalle dal Monte Corvo, facente parte del sistema del Monte della Stella. Il monastero doveva esistere già nel X secolo: il complesso è infatti menzionato per la prima volta in un documento della badia di Cava dei Tirreni nel 963, nel quale è localizzato nei pressi del Monte Corace. Il nome del monte, di chiara origine greca (korax, cioè “corvo”), fa pensare che forse in originasi trattasse di un monastero di rito greco, uno dei tanti fondati nel Cilento da monaci provenienti dall’Oriente. Solo in un secondo momento sarebbe stato convertito al rito latino, entrando di fatto nei possedimenti della potente badia benedettina di Cava dei Tirreni, che possedeva molti territorio nell’area del Cilento. A partire dal XIV secolo diluiscono le notizie relative al monastero cosa che fa presumere una sua progressiva perdita di importanza nel comprensorio cilentano. Con la fondazione a Perdifumo, da parte dei frati cappuccini, del convento di Santa Maria degli Angeli, avvenuta nel corso del XVII secolo, una parte degli arredi liturgici fu trasferita nella nuova chiesa conventuale. Nel 1653 tutti i beni del monastero furono ceduti alla badia di Cava, forse perché le strutture erano ormai in stato di degrado, fatta eccezione per la chiesa, che – come si apprende da un documento – rimase ancora attiva almeno fino al 1792. In quell’anno, il trasferimento della statua di San Michele e delle campane nella parrocchiale di Perdifumo segnò la fine della storia secolare del monastero dell’Arcangelo. Nel sito dell’antico monastero, immersi nella vegetazione, attualmente sono visibili ampi resti murari, attribuibili a diverse fasi della sua vita.

Perdifumo: Punta Carpinina
Perdifumo: Punta Carpinina
Perdifumo: Punta Carpinina
Perdifumo: Punta Carpinina
Perdifumo: Monastero di S. Arcangelo